Vivere più a lungo, vivere meglio: la perimenopausa come occasione di salute


Categoria: Salute della Donna · Perimenopausa

Le donne italiane vivono in media 5 anni più degli uomini, ma trascorrono più anni con almeno una malattia cronica. Prevenzione, stile di vita e terapie mirate possono cambiare radicalmente questa prospettiva.

📍 Riflessioni a margine del convegno Organon “Qui, per la salute di ogni Donna” — Roma, 27 Maggio 2026, Nazionale Spazio Eventi


Il 27 maggio scorso ho partecipato a Roma al convegno “Qui, per la salute di ogni Donna”, organizzato da Organon presso il Nazionale Spazio Eventi. Una giornata intera dedicata esclusivamente alla salute femminile, con un filo conduttore che mi ha colpita per la sua onestà: le donne vivono più a lungo degli uomini, ma non sempre meglio.

Siamo abituate a pensare alla longevità come a un privilegio tutto femminile. Ed è vero: le donne italiane vivono in media 5 anni più degli uomini. Ma i dati presentati al convegno ci ricordano qualcosa che vale la pena ascoltare con attenzione — quegli anni in più non sono sempre anni in buona salute. Malattie cardiovascolari, osteoporosi, disturbi del metabolismo, fragilità cognitiva: sono condizioni che colpiscono le donne in modo sproporzionato, spesso a partire proprio dalla transizione verso la menopausa.

La buona notizia — e questa è la vera notizia che porto a casa da quella giornata — è che una parte significativa di questo peso può essere evitata, o almeno ridotta, se interveniamo nel momento giusto. E quel momento è la perimenopausa.


“Quantità di vita senza qualità non è l’obiettivo. Il nostro obiettivo è aiutare ogni donna a fare di quegli anni in più i migliori anni possibili.”


Che cos’è la perimenopausa — e perché conta

La perimenopausa non è un evento, ma un percorso. Può iniziare anche 10 anni prima dell’ultima mestruazione, a volte già intorno ai 40 anni, e si caratterizza per oscillazioni ormonali progressive: cicli irregolari, alterazioni del sonno, variazioni dell’umore, vampate di calore, difficoltà di concentrazione. Molte donne normalizzano questi segnali — o li attribuiscono allo stress — senza riconoscere che il corpo sta già cambiando il suo assetto ormonale.

È proprio in questa fase che si creano le condizioni che determineranno la salute dei decenni successivi. Il calo degli estrogeni non riguarda solo i sintomi “tipici” della menopausa: influisce sul metabolismo osseo, sul profilo lipidico, sulla funzione cardiovascolare, sulla salute cognitiva, sul tono del pavimento pelvico. Intervenire precocemente — ancora durante la perimenopausa — è molto più efficace che aspettare che i problemi si manifestino.


I controlli che ogni donna dovrebbe fare

La visita ginecologica in perimenopausa non è una visita “di routine”. È un appuntamento strategico. In questo periodo è importante valutare con il proprio ginecologo:

  • Profilo ormonale (FSH, estradiolo, AMH) e funzionalità tiroidea
  • Densitometria ossea (MOC/DEXA) per valutare la riserva ossea
  • Profilo metabolico completo: glicemia, insulinemia, assetto lipidico
  • Pressione arteriosa e rischio cardiovascolare
  • Screening ginecologico oncologico: test HPV, ecografia pelvica
  • Screening mammografico
  • Valutazione del pavimento pelvico (incontinenza, prolasso)
  • Salute mentale e qualità del sonno

Non si tratta di un elenco spaventoso, ma di una mappa. Sapere dove si è permette di scegliere dove andare.


Lo stile di vita: non un consiglio generico, ma una terapia

In perimenopausa lo stile di vita non è un optional. È la base su cui tutto il resto si costruisce. Ma attenzione: non basta dire “mangia sano e fai movimento”. Le modifiche efficaci sono specifiche, graduate e sostenibili.

Attività fisica. Almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica moderata, associati a 2 sedute di allenamento di resistenza (pesi o corpo libero). L’esercizio di forza è particolarmente importante per preservare la massa ossea e muscolare (sarcopenia) e migliorare la sensibilità insulinica.

Alimentazione. Riduzione degli zuccheri raffinati e dei carboidrati a rapido assorbimento; apporto proteico adeguato (circa 1,2–1,5 g/kg di peso); calcio e vitamina D sufficienti; dieta prevalentemente mediterranea. L’obiettivo non è la magrezza, ma la composizione corporea.

Sonno. Spesso trascurato, è invece un pilastro ormonale. La privazione cronica di sonno peggiora la resistenza insulinica, altera il cortisolo e amplifica i sintomi vasomotori. Igiene del sonno e, quando necessario, supporto farmacologico mirato fanno una differenza concreta.

Gestione dello stress. Lo stress cronico aumenta il cortisolo, che a sua volta accelera la perdita ossea, favorisce l’accumulo di grasso viscerale e amplifica i disturbi dell’umore. Tecniche di mindfulness, yoga, respirazione — non sono “cose da benessere”: hanno un impatto ormonale documentato.


La terapia ormonale: sfatare i falsi miti

Nessun argomento in ginecologia è stato più frainteso della terapia ormonale sostitutiva (TOS). Per oltre vent’anni — complici i risultati parzialmente mal interpretati dello studio WHI del 2002 — molte donne e molti medici hanno evitato la TOS come se fosse intrinsecamente pericolosa. I dati più recenti raccontano una storia diversa.

Per le donne in buona salute, senza controindicazioni specifiche, che iniziano la terapia entro i 60 anni o entro 10 anni dall’ultima mestruazione (la cosiddetta finestra terapeutica), i benefici della TOS superano ampiamente i rischi. Riduzione delle vampate, miglioramento del sonno, protezione ossea, riduzione del rischio cardiovascolare, miglioramento della funzione cognitiva, benessere sessuale: sono effetti documentati, non promesse.

La TOS di oggi non è quella di 20 anni fa. Le formulazioni transdermiche a base di estradiolo bioidentico, associate a progestinici selettivi o al progesterone micronizzato, hanno profili di sicurezza molto più favorevoli rispetto agli estrogeni orali sintetici studiati nel passato.

Questo non significa che la TOS vada bene per tutte. Significa che ogni donna merita una valutazione individuale — non una risposta preconfezionata basata su paure superate.


“La perimenopausa non è la fine della vitalità femminile. È, se affrontata con consapevolezza, l’inizio di una fase in cui la donna conosce finalmente il suo corpo abbastanza da prendersene cura davvero.”


Cosa fare adesso

Se hai tra i 40 e i 55 anni e noti cambiamenti nel tuo ciclo, nel sonno, nell’umore o nel peso, non aspettare che i sintomi diventino intollerabili. Una visita ginecologica dedicata alla transizione menopausale può darti un quadro chiaro della tua situazione attuale e un piano d’azione personalizzato.

La prevenzione non è per chi ha paura. È per chi ha rispetto di sé.


Vuoi approfondire il tuo percorso in perimenopausa? Prenota una visita dedicata presso il mio studio. Il primo passo è sempre una conversazione.

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